l’arruffapopolo

                                                                                               di Egidio Rossi

           

  • · GRILLO È UNO, TUTTI GLI ALTRI SON NESSUNO. Il successo dei grillini alle ultime elezioni amministrative si è verificato principalmente al Nord. Un fenomeno clamoroso: perché i grillini hanno saputo recuperare la protesta dei leghisti che hanno lasciato giustamente la Lega Nord per averli traditi nei loro ideali. Grillo ha pescato anche a destra e a sinistra, in quelle frange sempre più ribelli.

La protesta dei grillini può anche essere in parte accettata ma un Grillo che vuole mettersi al centro di tutto e considerare «Nessuno» tutti gli altri è un atteggiamento tipicamente velleitario e da megalomane. Perciò dialogo con i grillini ma che non si montino troppo la testa, perché sbaglierebbero grosso.

  • · MAURIZIO CEVININI, L’UOMO DELLA BELLA POLITICA MORTO SUICIDA A BOLOGNA. Oggi un valore che non ha prezzo è l’onestà politica, merce rarissima e perciò di elevatissimo pregio. Se consideriamo quanto sia caduta in basso la politica e molti dei suoi rappresentanti, le mosche bianche che rimangono sono veri giganti da additare come esempio a tutti gli altri. Ecco perché il suicidio di Maurizio Cevinini, uomo da sempre della sinistra democratica, ha turbato i compagni e gli amici che lo stimavano al di sopra delle idee per la sua onestà intellettuale, l’altruismo e la sensibilità caratteriale, costretto – da ultimo – a limitare l’attivismo politico per problemi di salute.

Lo hanno ricordato tutti gli organi di informazione locale e nazionale, gli amici di idee diverse, gli avversari che avevano per l’indiscusso uomo onesto, la massima considerazione e stima.

Noi, lo ricordiamo con queste poche righe, soprattutto, per additarlo quale esempio positivo alle nuove generazioni e come stimolo per migliorarsi a coloro che sono attivi in politica e nell’amministrazione del pubblico.

  • · SONO IN MOLTI, ANCHE NEL GOVERNO, I PENTITI DEL RIGORE. Ci voleva il successo dei socialisti in Francia con le loro scelte strategiche contrarie al rigorismo partigiano della Merkel per scrollare di dosso anche al nostro Governo idee superate, anzi pericolose per il futuro economico-finanziario dell’Europa delle’euro. Ci si rende conto che se vogliamo salvarci dal «default» occorrono politiche di sostegno alla domanda per rilanciare l’economia continentale. Ci sarebbe da chiedere alla Germania quali benefici hanno dato in Grecia i tagli a stipendi e salari suggeriti dalle autorità europee sotto pressing della Merkel? La risposta è: nessun vantaggio, ma solo ulteriore peggioramento della crisi greca. Ed anche in Italia siamo già sull’orlo di una crisi anche sociale. Pure Monti ha aperto gli occhi “l’austerità ha fallito, dobbiamo guardare oltre”. Sarà bene che presto si costituisca un’asse Spagna-Francia-Italia e Grecia per piegare i dictat del rigorismo tedesco (tutto a proprio vantaggio), e per costituire la via ad un nuovo processo di sviluppo che metta in moto il lavoro. È notizia fresca che tra i primi passi di Hollande c’è il ritiro delle truppe francesi da Kabul entro il 2012. Anche Monti farebbe bene a conportarsi come Hollande, annullando anche l’acquisto dei superaerei F35 che comporterebbe la possibilità di spendere meglio quei numerosi miliardi.
  • · BERSANI IN DIFESA DEGLI ESODATI, E NULLA PER I PRECARI. Bersani polemizza giustamente con il ministro Elsa Fornero (la «cinica» che dice “prendo scelte impopolari” come se queste «guasconate» fossero una medaglia d’appendersi al petto. La questione è che gli esodati sono lavoratori che dovevano andare in pensione e, invece, per due anni perderanno stipendio e pensione dopo aver stabilito dei patti che non prevedevano questa sciagurata situazione. Ora il decreto ministeriale salva solo 65 mila esodati e sommerge tutti gli altri per i quali la ministra Fornero si è limitata a dire «si vedrà».

Bersani afferma che “non è possibile far marcire una situazione che va risolta subito anche perché ci sarebbero le risorse necessarie e quindi si faccia una ricognizione rigorosa e si provveda anche per chi non rientra tra i 65 mila”.

Nella giornata di mobilitazione della CGIL sulla “Precarietà, l’unico taglio giusto”, manifestazioni in tutta Italia e piazze piene, Susanna Camusso ha attaccato pesantemente i relatori della riforma che “non hanno dato alcun segnale di cambiamento per quanto riguarda questa categoria  che conta 4 milioni di precari”. Pensate che questi giovani lavoratori precari sono abbindolati da ben 46 tipi di contratti diversi, una selva di norme e  regolamenti, creativa solo di tanta confusione e basta. Credo che non ci sia Paese al mondo che si muova con la grazia di un elefante come il nostro. Dove vai a grattare non trovi che letame. Rari i settori che si salvano in Italia. Gli è tutto da cambiare…

  • · SECONDA EDIZIONE PER IL LIBRO DI STEFANO FASSINA, ESPERTO ECONOMICO DEL PD, DAL TITOLO “IL LAVORO PRIMA DI TUTTO”, che cerca di aprirci gli occhi sui perché dei gravi problemi economico-finanziari minacciosi non solo per l’Italia ma anche per l’Ue.

 Se lo «spread» sociale continua a salire in Europa in conseguenza delle scelte sbagliate, imposte dalla Germania, le condizioni di reddito delle famiglie continueranno a peggiorare dal carico delle imposte e dell’inflazione.

Si ripetono i drammatici avvenimenti della crisi economica USA del 1929 con la tragedia quotidiana dei suicidi di lavoratori e imprenditori. Per salvare il salvabile, nel corso di questa crisi, che si annuncia lunga nel corso degli anni, Fassina giustamente afferma che occorrono decisioni coraggiose per un rilancio dell’economia: smettere di tassare. Aggiungiamo che non ci possiamo permettere il lusso di rimanere ancora in Afganistan (spese enormi da risparmiare, la Francia ha già annunciato il suo ritiro entro il 2012), effettuare una forte riduzione di effettivi militari già fuori quota strategica, annullare l’acquisto dei nuovi aerei come ha fatto il Canada. Cominciare a vendere il grosso patrimonio immobiliare dello Stato che non è utilizzato. Lo stesso si potrebbe fare con l’ingente patrimonio artistico che ammuffisce nelle cantine dei musei statali. Ben altro ancora ci sarebbe attraverso un serio inventario dei beni dello Stato inservibili. Si verrebbero a recuperare non pochi miliardi di euro necessari anche a scalare il nostro debito pubblico di cui si è smesso di parlare, ma che è in continuo aumento. Monti aveva promesso di ridurlo!?

  • · POLITICA CROMATICA E NEBULOSA. Sono le «ciancerie» dei nostri politici, il loro filosofeggiare a perdifiato, ma di concreto, di messaggi seri e pragmatici c’è poco o niente. È il caso di Massimo D’Alema e di D’Alema-Arturo Parisi. Si perdono dietro a pensieri evanescenti, alla ricerca del sesso degli angeli. E si domandano se la crisi è o non è colpa dei partiti in crisi. Parisi torna a scomodare le radici antiche di questi amletici dubbi, quando una quindicina di anni fa al famoso convegno di Gargonza, in terra di Arezzo, ai confini con Siena, D’Alema ebbe a dire “Io non conosco questa cosa, questa politica che viene fatta dai cittadini e non dalla politica: la politica è un ramo delle professioni intellettuali. E fino a questo momento non si conoscono società democratiche che hanno potuto fare diversamente. L’idea che si possa eliminare la politica come ramo specialistico per restituirla ai cittadini è un mito estremista”. In pratica D’Alema e Parisi si intendono alla grande: i politici lasciamoli a perseguire gli elevati compiti della politica e i cittadini ad assistervi come spettatori televisivi.

Miei cari, mi riferisco a voi due e a tutti i professionisti della nobile arte, io non ci sto e non ci stanno al massa degli italiani che hanno visto nel corso della loro vita come si comportano i politici che nascono, stranamente quasi tutti onesti, e poi nel divenire si trasformano in affamati di potere e soldi, soldi e ancora soldi. Spesso e volentieri diventano pure dittatori crudeli, dittatori sanguinari. Tantissimi gli esempi che potremmo elencare… Per concludere, e mi rifaccio al duo D’Alema-Parisi, la vostra politica cromatica e nebulosa andate a raccontarla altrove: agli ingenui che come il vostro emulo Silvio Berlusconi è riuscito per vent’anni a fottere milioni e milioni di coglioni.

  • · “C’E’ DA TAGLIARE, MA NON SI SOGNINO DI TOCCARE LA SCUOLA”. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, dichiara: “L’operazione messa in piedi, tagliare nella scuola, mi preoccupa moltissimo. Intervengano sull’apparato amministrativo, ma con criterio. Per rianimare l’economia è necessario correggere gli squilibri macroeconomici nell’euro-zona attraverso la spinta sostenibile alla domanda interna. Ma, a tal fine, politiche nazionali sono impossibili, dati gli obiettivi assurdi di finanza pubblica imposti dal «Fiscal compact» e l’indisponibilità culturale prima che politica, ad affrontare le paralizzanti sperequazioni nella distribuzione della ricchezza. Le catene da spezzare sono l’aumento della disoccupazione, la perdita di potere di acquisto delle retribuzioni, l’assottigliamento dei risparmi delle famiglie, l’enorme capacità produttiva inutilizzata delle imprese, causa, quest’ultima, ben più rilevante per la caduta degli investimenti e delle difficoltà di accesso al credito”.
  • · E’ BATTAGLIA SULL’IMU e il Pd chiede che si aumentino le detrazioni.
  • · FRANCO GALLO VICEPRESIDENTE DELLA CONSULTA OSPITE DEL PREMIO LEF, CONSEGNATO A TRE DONNE, NELLA SUA LECTIO MAGISTRALIS PROSPETTA IL RUOLO DELL’IMPOSIZIONE TRIBUTARIA MENTRE AUMENTA LA DISTANZA TRA I BENESTANTI E I MENO ABBIENTI. UN FISCO, OGGI, CHE DEVE SERVIRE A DIMINUIRE LE DISUGUAGLIANZE.
  • · LE ACLI: “FERMIAMO LA CATTIVA ECONOMIA E INVESTIAMO SULL’UOMO”. Sugli squilibri che la crisi sta producendo e anche sugli investimenti sbagliati, giustamente, secondo le Acli occorre ridurre le spese militari per contrastare la povertà.
  • · TICKET SANITARI, SI CAMBIA: SOSTITUITI DALLE FRANCHIGIE. Da parte dello Stato c’è lo studio continuo di come fottere il cittadino, Pantalone. La proposta del ministro della Salute basata sul reddito dichiarato ha suscitato ancora polemiche: “E’ un’altra tassa”, commenta il Pd. Il Codacons: «Un danno per i cittadini onesti a favore degli evasori».
  • · LA SANTANCHE’ VUOLE PALAZZO CHIGI. Cara Daniela sei grande, grandissima, quasi bellissima con la tua bocca a ventosa e gli occhi incastrati nella tua meravigliosa cavità orbitale, però la devi smettere con tutto questo tuo narcisismo che ti rovina l’immagine di vergine sempliciotta. Ora, per cercare visibilità, ci riprovi riproponendoti come premier (lo facesti un tempo con la destra del villico Storace), per far fuori Alfano. Una autocandidatura che lascia il tempo che trova…
  • · STATE ATTENTI A QUESTO TERRORISMO! Non sarà un fuoco di paglia. Si faranno vivi, e come. Il terrorismo ha sempre germogliato e fiorito nei momenti particolari delle crisi economiche. I barbari ribelli traggono linfa e aiuti tra le masse di disperati che diventano fiancheggiatori in questa sanguinosa protesta. Ancora: questi terroristi sono peggiori di quelli ideologizzati perché molto più ignoranti e affetti da uno spiccato narcisismo criminale. Non sottovalutateli. Vanno scoperti prima possibile, renderli innocui, dando loro pene esemplari.
  • · CI SARA’ LA SVOLTA A DESTRA DELL’IMPREVEDIBILE GRILLO? Il comico fondatore del movimento 5stelle è messo alla prova di Parma dove per il ballottaggio di domenica è prevista la sfida tra il candidato del Pd e quello di Cinquestelle. Il centrodestra e l’Udc pur di non far vincere il candidato del centrosinistra, sono pronti ad un accordo con i grillini per riversare i voti su di loro. E Grillo come reagisce a questa sporca proposta del centrodestra?
  • · RAI IN PERICOLOSO STALLO, E SABOTATA DAI DIRIGENTI INTERNI AL SERVIZIO DEL CAIMANO. Nuovo rinvio al 6 giugno per le nomine ai vertici della Tv di Stato. L’esecutivo non ha ancora i nomi, ma Lorenza Lei, di nomina berlusconiana, si batte per restare direttore generale, sempre spalleggiata da Silvio. Non sta cambiando nulla sino a quando resta la scandalosa legge Gasparri. Il Parlamento a maggioranza centrodestra, e al servizio di Berlusconi, lascia impantanata la Rai che perde continuamente qualità e spettatori, però, chiede sempre aumenti del canone perché perde notevoli fette di introiti pubblicitari, assorbiti automaticamente dal Biscione del Berlusca. Insomma, Mediaset vampirizza la Rai, la dissangua a tutto suo vantaggio.

 E bravo, questo signor Berlusconi! Li sa fare i propri affari infiltrando emissari nella Tv di Stato che – a loro volta – svolgono tranquillamente una criminale opera di sabotaggio. Grande Italia che accoglie nel suo seno di tutto, però allatta in una sola direzione. Paese unico al mondo dove capita l’impossibile e governano sempre i soliti furboni-disonensti grazie ad un popolo di veri coglioni. Cornuti, cazziati e cacciati di casa!

  • · QUEL DOPPIOGIOCHISTA DI UN SILVIO BERLUSCONI A PRANZO CON MONTI. Oggi, il Caimano ha pranzato con il premier Monti. I motivi non erano la bontà delle pietanze, ma i dictat su alcuni argomenti previsti in discussione nei prossimi consigli dei ministri. Primo tra tutti la Giustizia (Corruzione e falso in bilancio), e sì che il Commenda con tutte le sue infinite beghe giudiziarie, ne è allarmato. Ma i nervi più sensibili del berlusconismo sono anche la legge elettorale, le nuove leggi sul lavoro, l’asta delle frequenze televisive. Un cumulo di interessi personali da difendere ad oltranza senza alcuna ombra di spudoratezza da parte del Cavaliere che, finalmente, esce allo scoperto per dirigere personalmente le operazioni contrarie agli interessi del Paese e, soprattutto, sfacciatamente antidemocratiche.

            Che faccia di tola!!!

LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE NEL SALENTO MINORE

SAN CASSIANO: HANNO VINTO LORO

di Egidio Rossi

 

            Loro, la destra, la lista n.1, hanno vinto, e noi, quelli della n.2, abbiamo perso! Lo sapevamo da prima che sarebbe finita così. Abbiamo perso male, però, per l’elevata percentuale di scarto, ma sapevamo anche questo!

            La nostra controparte era terrorizzata da questa prova elettorale perché avevano contro un personaggio valido, competitivo, perciò hanno messo in campo tutte le tattiche anche quelle meno ortodosse. Hanno intimorito e ricattato con pressioni morali centinaia di persone semplici risvegliando in loro il sentimento di protezione da parte dei potenti al potere, utili per il posto di lavoro anche per i figli e parenti vari: la forza delle raccomandazioni. La promessa di privilegi, di spiccioli, di far parte del clan dei sempre-vincenti, ha avuto ragione ancora una volta!

            È la filosofia del Berlusca, dei «berluscones», dei feudatari dei secoli passati e dei giorni nostri. Il vecchiume che impera e soggioga al basto le persone rese simili ai paciosi buoi che arano la terra.

            Questa gente che conosciamo ha sacrificato l’orgoglio personale al luccichio degli «spiccioli» promessigli. Proviamo per loro una infinita tenerezza, mai cresceranno dentro e neppure i loro figli perché il cattivo esempio inquina gli animi, il coraggio, la sicurezza in sé stessi, lo sviluppo naturale di un carattere forte che sa rinunciare dannosi compromessi. Ho parlato di tenerezza verso questa gente perché continueremo ad averla, anzi, nelle azioni che andremo a svolgere penseremo di attivarci anche nel loro interesse. La nostra generosità è a largo raggio e non ristretta al gruppo di cittadini consimili a noi nelle idee e nel concepire il presente e il futuro.

            Dobbiamo anche dire che la sconfitta ci fortifica nella volontà di resistere, lottare e di annullare la differenza dell’esito elettorale negativo del momento.

            Il candidato sindaco Ferdinando Scavran, i candidati consiglieri, una buona fetta di “paesani” di San Cassiano si sentono uniti – questa volta come non mai – nel rilanciare a San Cassiano i valori culturali e politici indispensabili ad una crescita interiore che ci affranchi dalla paura della “casta” al potere e che ci caratterizzi, sempre più, come veri e semplici cittadini che ragionano con la propria testa per scegliere da uomini liberi il loro futuro e quello delle proprie famiglie.

            Buon lavoro, alle persone di buona volontà, a noi che parteciperemo a questa opera di educazione morale e civica, al riscatto di una piena e assoluta libertà personale, indispensabile in un Paese dove la parola Democrazia significhi ancora Democrazia.

            Buona giornata ai nostri elettori che hanno votato la lista n.2, a loro un ringraziamento e l’impegno di essere loro sempre fedeli e al loro fianco per tutelarli da eventuali ingiustizie e quant’altro. Buona giornata anche a tutti gli altri, ai vincitori che agiscano con giustizia ed equità nei confronti di tutta la cittadinanza.

 

 

L’importanza della dieta mediterranea

Il termine “DIETA” definisce le abitudini alimentari e l’organizzazione di più razioni alimentari nel tempo. Seguire una dieta significa trarre i massimi vantaggi in salute ed efficienza fisica dal cibo. La nostra cultura alimentare, legata alla geografia, al clima del nostro territorio e alle nostre più remote tradizioni ha conservato ed ha portato oggi sino a noi uno dei più importanti e rinomati modelli nutrizionali conosciuti: la Dieta Mediterranea. Il tradizionale modello alimentare mediterraneo, prevede, un’adeguata introduzione di tutti i nutrienti durante la giornata alimentare quali carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Il principio si fonda sul consumo quotidiano di pane, cereali (meglio integrali), patate, legumi, latticini, verdura, frutta secca, frutta fresca e olio d’oliva; settimanalmente possono essere consumati pesce, carni bianche, uova e dolci; nettamente ridotto dev’essere, invece, il consumo di carni rosse in quanto più ricche di grassi e colesterolo. E’ importante sottolineare che tutti questi alimenti vanno opportunamente scelti e ruotati durante la settimana alimentare per garantire all’organismo il massimo apporto di tutti i nutrienti necessari al suo corretto funzionamento. A questi buoni e quanto salutari principi possono essere aggiunti dei piccoli suggerimenti utili quali: bere abbondante acqua durante la giornata (1.5-2 litri), utilizzare poco sale, preferire un bicchiere di vino o birra ai pasti principali, evitare gli alcolici, raggiungere mediamente 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura preferibilmente di stagione. La dieta mediterranea è particolarmente rinomata per le sue proprietà nutritive. L’olio d’oliva è sicuramente l’alimento principe della dieta mediterranea, ricchissimo di vitamine e antiossidanti, elementi protettivi nei confronti di diverse malattie come ad esempio le malattie cardiovascolari, infatti esso, assunto in quantità adeguata, aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. I vantaggi maggiori di questo stile alimentare consistono: nel maggiore apporto di proteine vegetali rispetto a quelle animali, nella riduzione dei grassi saturi animali a favore di quelli vegetali insaturi, nell’aumento dei carboidrati complessi rispetto a quelli semplici, nella riduzione dell’apporto calorico e nell’aumento dell’introduzione di fibra. Le rinomate funzioni della fibra sono, infatti, importanti non solo perché quest’ultima aumenta la sensazione di sazietà ma anche perché regola le funzioni intestinali e l’assorbimento dei nutrienti e in più ha un’azione disintossicante e anticancerogena. Nota per la ricchezza e la varietà di alimenti dall’elevato potere antitumorale (cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles, pomodoro, aglio, soia, uva tra i maggiori esempi) una corretta alimentazione mediterranea diminuisce del 90% la probabilità di ammalarsi di tumore poiché tali alimenti risultano essere ricchi di sostanze in grado di bloccare gli enzimi coinvolti nelle mutazioni genetiche delle nostre cellule. Importante è cuocere il meno possibile frutta e verdura perché il calore distrugge molte delle loro sostanze benefiche, mentre il frigo aiuta a conservarle. Inoltre, alcuni componenti della dieta mediterranea come il vino (bevuto con moderazione) contengono molecole che neutralizzano i radicali liberi, e perciò potrebbero essere utili per combattere l’invecchiamento e l’aterosclerosi. E’ il caso dei polifenoli, pigmenti naturali con proprietà antinfiammatorie, antiallergiche ed antivirali che sono contenuti sia nell’olio sia nel vino. Globalmente questo stile di vita alimentare è utile nonché essenziale per la prevenzione e per la “cura” delle numerosissime malattie croniche che mai come oggi affliggono il nostro tempo (obesità, diabete, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche, Alzheimer , Parkinson,ecc.). Pertanto, un’alimentazione sana ed equilibrata non deve essere confusa con i cliché estetici imposti dalla moda. Alimentarsi, o meglio nutrirsi, deve essere un piacere; basta solo prestare attenzione a variare i cibi e moderarne l’assunzione preferendo cibi freschi e soprattutto non troppo manipolati. Il tradizionale modello alimentare mediterraneo è ritenuto oggi in tutto il mondo uno dei più efficaci per proteggere la salute ed è anche uno dei più vari e bilanciati che si conoscano. Proprio per questo il 17 novembre 2010, l’Unesco ha incluso la dieta mediterranea tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

A cura della Dott.ssa Giuseppina Cotrino – Biologo Nutrizionista

STUDIO DI DIETOLOGIA E NUTRIZIONE UMANA
Dott.ssa Giuseppina Cotrino
Biologo Nutrizionista
Via El Alamein, 14
SCORRANO
Cell. 348/3398077
e-mail: dott.ssacotrino@libero.it

DUE ROMANZI DI FERDINANDO SCAVRAN

DA LEGGERE IN UN SOL COLPO

di Egidio Rossi

Non è stato uno scherzo! Mi sono letto di fila, uno appresso all’altro, i due romanzi dello scrittore Ferdinando Scavran: “E gli Dei mi chiesero di tornare” primo sigillo di una trilogia ispirata e dedicata alle vicende dell’eroe protagonista, al suo presente e al suo magico passato. L’azione di questo primo romanzo inizia nella motonave Egnatia in viaggio da Brindisi al porto greco di Igoumenitsa e poi in auto in terra Calcidica, il monte Athos ed altro ancora. E il viaggio errante del nostro personaggio in cerca di una verità sfuggente, un vano alternarsi di reale e di fantastico. Sin dall’inizio l’eroe del romanzo vive contraddittorie situazioni nel suo inconscio e nella realtà. Una costruzione narrativa dal sapore cinematografico che c’è, esiste, ma non si vede. Scavran usa un lessico tutto suo in questo gioco delle parti, in cui i personaggi si muovono in più piani temporali e spaziali e si confondono nelle nebbie delle loro diverse nature esistenziali e nel contempo anche di finzioni fantasiose.

Ci sono poi le avvertite presenze degli dei che sembrano in un primo momento influenzare le vicende del viaggio e si avverte anche la presenza di un qualcosa di più grande, al di sopra di tutto, forse il destino che va a regolare la vita di tutti noi: un’ambivalenza introiettata nel protagonista che si porta dentro come una maledizione o benevolenza voluta dall’alto.

Il lettore cade nel trabocchetto di questo sortilegio o arabesco, al punto di vivere l’intensità emozionale che ha provato l’autore nel proporlo. Perché è innegabile come nel romanzo ci sia molto di autobiografico e di onirico appartenente allo stesso Ferdinando Scavran che conosce i territori della Grecia meglio dei segreti delle proprie tasche, e vive di quelle suggestioni. Lo scrittore ama quei luoghi e li ha frequentati spesso per interessi archeologici, storiografici e religiosi. Ah! Il Monte Athos! Parlando con Ferdinando mi ha confessato la forte emozione provata in un lungo soggiorno passato con i monaci asceti di uno dei tanti monasteri del Monte Athos. Ed è giusto così. E poi i personaggi descritti o accennati. Ti sembra di conoscerli, tanto sono semplici, schietti, immediati. Poche pennellate riempiono il vuoto di una pagina che diviene quadro parlante. Ecco così, un’altra abile prerogativa di chi ha l’animo, il sentire, la squisita sensibilità e la penna dello scrittore o meglio del romanziere nel voler frugare nelle pieghe più nascoste dell’animo.

Per il secondo volume della trilogia “Ascolta le Ninfe” sono stato invitato alla presentazione in una sala delle “Dolci Fantasie” di San Cassiano. Pubblico scelto, un’acculturata introduzione del professore Vincenzo Abati, operatore culturale di elevato spessore, due lettori dalle voci sensitive (lei Cinzia Greco, lui Gabriele Bernardi), infine il rapido tu-per-tu di Ferdinando Scavran con il pubblico presente che lo ha applaudito più volte. Un successo sì, un successo vero.

Voglio però tornare al romanzo “Ascolta le Ninfe” di cui ho letto l’ultima pagina, la 145, poco fa. Senza nulla togliere all’altro “E gli Dei mi chiesero di tornare”, l’ho trovato affascinante non meno della prima opera. I temi sono più corposi, le analisi introspettive sono pungenti, le emozioni fortissime. L’amore e la passione hanno ancora un posto essenziale nello svolgimento narrativo quasi un’ossessione onirica che scava, seziona, sovrappone la sfera dei sentimenti umani con la tecnica usata dall’archeologo con i suoi reperti.

Non capita spesso di rimanere positivamente sconvolti dalla suggestione che l’autore riesce a trasmettere. Mi fermo qui concludendo con la battuta finale del romanzo, perché i potenziali lettori debbono provare da soli – senza le influenze esterne – la gioia di una esaltante lettura, la lettura dei due romanzi di Ferdinando Scavran.

“…Ricacciai in gola quell’antico segreto, giurai a me stesso che un giorno avrei rivelato tutto a qualcuno.

La sera cominciava ad avvolgere quel pezzo di Grecia, a me tanto caro con grande maestria.

Raccolsi un piccolo sasso, alzai lo sguardo al cielo e lo lanciai.

Lo vidi partire ma non lo vidi mai arrivare.

Così vollero gli Dei!”

Qualche nota sull’autore.

Ferdinando Scavran è spirito eclettico: ha scritto su quotidiani e periodici, è stato sindacalista nazionale, funzionario dello Stato, laureato in sociologia, hobbista di archeologia, cultura e religione greca. Nella maturità, dopo i due romanzi di cui abbiamo parlato sopra, c’è una nuova passione: la politica.

Inizia oggi, presentandosi come candidato sindaco al comune di San Cassiano, nel leccese, per una lista di centrosinistra. Ed è sempre imprevedibile. Sconosciuto alla massa degli elettori, in quattro e quattr’otto, irrompe prepotentemente sulla scena politico-amministrativa con un programma elettorale d’avanguardia riscuotendo subito molta simpatia ed ampio consenso.

Ce la farà? Sul suo esito gli raccomandiamo di scriverci, questa volta, un avvincente romanzo di fanta-politica…., variazione sul tema da lui preferito, sicuro che se la caverebbe molto bene lui, che può contare sulla benevolenza degli Dei.

l’arruffapopolo

                                                                                                                      di Egidio Rossi

 

            UN 1° MAGGIO DI LOTTA! La Festa del Lavoro è stata celebrata in Italia e in tutto il mondo, come sempre.

            Allegra e festosa, sotto una maschera che ci hanno imposto perché il lavoro, almeno nel nostro Paese, comincia a mancare davvero. E senza il lavoro si suicidano addirittura lavoratori e imprenditori.

            Una festa imbrattata di sangue, offesa e sfregiata dalla sete insaziabile di pochi nei confronti del Dio quattrino. Ma avete veramente riflettuto sulla tragicità di tanti episodi come questi? Non siete rimasti sconvolti nel profondo della vostra anima, se ne avete una? O siete talmente indolenti che tutto vi scivola addosso come l’olio, senza lasciare traccia alcuna?

            O non c’è forse da ribellarsi a tutto questo ingannevole vivere che considera l’uomo peggio degli animali, o vegetali, meglio ancora delle pietre.

            Se non riuscite a trarre i dovuti insegnamenti dalle feroci conseguenze degli egoismi di pochi non siete degni di appartenere alla categoria del genere umano. E non siete sempre degni, se non volete o non sapete reagire ribellandovi a tante ingiustizie in atto anche contro di voi.

            I modi sono tanti e sono pure democratici, vedete Voi.

            Ha dell’ironico, augurare Buon 1° Maggio!

            Lottiamo per un’inversione di tendenza, per la libertà, la giustizia, l’equità, il Lavoro.

         GOVERNO DEI PROFESSORI: SPERANZE DELUSE. Questo salvifico governo dei professori non ha sortito le promesse che in principio ci erano state illustrate, anzi, se ci ha salvato dal baratro, simile a quello della Grecia (e non è stato poco), ora con le sue ricette conservatrici e capitaliste nella vana ricerca di capitali freschi attraverso forti tassazioni (denaro succhiato alla povera gente) per poterli investire nel rilancio dell’economia e nella diminuzione del debito pubblico, il governo sta attuando una sballata strategia che ci condurrà, invece, dritti dritti alla rovina totale. Non c’è rilancio dell’economia e non si riesce ad abbattere – neppure di poco – il debito pubblico.

             Le agenzie di rating ci considerano ancora sempre sorvegliati speciali e risiamo vittime delle speculazioni finanziarie internazionali.

            Punto e a capo: il girone infernale prosegue. Ma in cosa hanno sbagliato i professori? In primo luogo nella mancanza di una forte personalità. Poi, l’ingombrante ombra di Berlusconi che si è fatta sentire e loro la temono e troppo spesso rinunciano a prendere provvedimenti anche essenziali perché impauriti dai dictat del Berlusca e dei suoi berluscones. E per questi motivi che non si sono fatte le liberalizzazioni; non è stata approvata una robusta patrimoniale; non sono state cancellate le province; non c’è stata una efficace riduzione della spesa politica, nonostante le truffe e i furti di uomini politici e dei partiti. Per gli stessi motivi da addebitare a Berlusconi non sono state tassate le rendite e le operazioni finanziarie che avrebbero frenato, tra l’altro, l’arcigno spread.

            Su altri settori abbiamo visto il vero volto dei ministri tecnici: destrorsi e conservatori come il loro premier. Il caso dell’art.18 ne è la riprova. Quell’iguana della Fornero – dalla falsa lacrimuccia – ne ha fatto una questiona ideologica e personale. Un attacco al fortino dei diritti dei lavoratori, nonostante le smentite da parte di molti economisti e imprenditori italiani ed esteri che hanno affermato non essere l’art.18 un freno agli investimenti e allo sviluppo della nostra economia. Ma la Fornero, indubbiamente soggetto caparbio, nevrotico e provocatore (lo dimostrano le sue continue gaffe) tira avanti come un treno impazzito. Quello che preoccupa è che tutto il resto dell’esecutivo la pensa come lei.

            In questi professori universitari c’è quell’antipatico e pruriginoso pizzico di arroganza e presunzione che caratterizza la loro casta: spesso non bravi teorici, sono altrettanto di dubbia capacità nel pragmatismo della vita reale. Notate poi le virtù extrascuola: oltre ai lauti stipendi universitari, ci sono i loro superguadagni derivanti dalle consulenze esercitate con banche, assicurazioni, società finanziarie, complessi industriali, i grossi enti dello Stato e parastatali. Nasce, proprio da qui, la spiccata cultura capitalista dove il Dio della redditività e della speculazione è tenuto in massima considerazione. Provengono da quel mondo che ha generato la rovina dell’economia italiana ed europea.

            Ma la nostra posizione – oggi come oggi – è veramente malmessa. I partiti non funzionano ed abbiamo un Parlamento che fa schifo perché è rappresentato da quei partiti con un buon 15% di onorevoli coinvolti in vicende giudiziarie e tutti governati da singoli capetti, il peggiore di tutti il Pdl, dove il porta sfiga Berlusca continua a governarlo dal di fuori senza più nascondersi all’ombra di Alfano.

            Per l’Italia e l’Europa serve una nuova strategia economica, di sinistra, ecco perché è sperabile una vittoria in Francia di Hollande e un riassetto confederale di una Europa sociale, con una sola banca che batte moneta.

            L’argomento sta prendendo consistenza tra gli esperti economici e politici europei, forse un’ancora di salvezza presto a portata di mano.

            Una speranza, dunque, anche per il nostro Paese.

         COME RECUPERARE STRUMENTI E LIQUIDITA’ PER IL RILANCIO ECONOMICO. MONTI CHIEDE AIUTO AI SUPER-ESPERTI: BONDI (CONTROLLO SPESE), GIAVAZZI (AIUTI ALLE IMPRESE), AMATO (STUDIERA’ LA RIFORMA DEI CONTRIBUTI AI PARTITI), L’OBIETTIVO E’ REPERIRE 4,2 MILARDI ENTRO MAGGIO. L’esecutivo non ce la fa e Monti commissaria il governo, assumendo tre super esperti Bondi-Giavazzi-Amato che dovranno porre ordine nei controlli di spesa, stabilire le modalità per razionali aiuti alle imprese e la riforma dei contributi ai partiti, nonché la riduzione delle spese della politica.

            Monti sembra svegliarsi da un breve letargo e tenta l’impossibile, l’atto estremo: riuscire ad imporre la sua strategia per uscire dal tunnel della crisi a costo di scontrarsi anche ferocemente con il Parlamento e i partiti. Lo ha dichiarato in maniera forte a rischio che qualcuno dei politici o molti possano togliere la spina all’esecutivo in carica. Ammesso che si pensasse ad una operazione di questo tipo c’è da chiedersi chi potrebbe avere tanto sconsiderato coraggio? Se proprio devo dire la mia: capace di questo e di ben altro è uno solo e questo è Silvio Berlusconi con l’aiuto del mammalucco Umberto Bossi.

            Ma ritorniamo a bomba. Lo Stato elargisce ai servizi pubblici, alle imprese private e miste fior di miliardi, spesso spesi malissimo. Riordinando questo servizio di spese improduttive e le corruttele che ci sono, si potrebbero risparmiare notevoli cifre. La riforma del costo della politica e la conseguente riduzione dei suoi esagerati costi farebbero risparmiare alle casse dello Stato quei miliardi che ora servono con urgenza.

            I tre supertecnici B-G-A riusciranno nei compiti che gli sono stati assegnati? Noi ci auguriamo di sì. Lo auguriamo a Monti e, soprattutto, ce lo auguriamo perché, se dovesse andare in porto questo programma nel programma, andrà meglio per tutti gl’italiani.

“NOI SIAMO CIÒ CHE MANGIAMO”

Ludwig Feuerbach (1804-1872)

Quante volte magari ci sarà capitato di aver sentito questa frase e di non esserci fermati, giusto il tempo necessario, a riflettere quale e quanta importanza avesse realmente l’alimentazione quotidiana per la nostra salute?

Il “cibo buono” è il nostro “carburante” quotidiano senza il quale una macchina così complessa come il nostro organismo non potrebbe funzionare correttamente, ma ancor più esso è la nostra “medicina” naturale che ha il potere di mantenerci in salute e in particolar modo di prevenire le malattie.

 La funzione fondamentale del cibo, dalla quale noi dipendiamo strettamente e imprescindibilmente,  è, quindi, proprio quella di “dare all’organismo ciò di cui ha bisogno per autoripararsi, star bene e vivere più a lungo”.

 Quanto detto, però,  per quanto possa essere conoscenza di molti, non avrebbe giusto senso e peso se non ci fermassimo a porci una semplice domanda: “ Qual’ è il motivo che ha portato ai nostri giorni, rispetto a cinquant’anni fa, in cui erano prevalenti le malattie infettive, al dilagare incessante delle malattie croniche (malattie cardio e cerebrovascolari, tumori, diabete ecc.) come cause fatali di una cattiva condizione di salute?”.

La risposta è ancor più semplice di quello che si possa pensare. Numerose ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno provato che la maggior parte delle malattie croniche di oggi ha qualche legame con “l’alimentazione moderna”, sempre più ricca di sostanze potenzialmente dannose per l’organismo.

Di fatto, però, tutto questo è ciò che è accaduto con il progredire della civilizzazione. Rispetto a una volta, infatti, la nostra dieta è terribilmente impoverita di nutrienti mentre si è sempre di più arricchita di nocive calorie.

E’ impossibile, infatti, non essersi resi conto di quanto e come la nostra alimentazione sia diventata, col tempo, sempre più ricca di cibi raffinati, zuccheri, grassi idrogenati e povera di fibra, vitamine e fitonutrienti.

Così, alla domanda: “metteremmo mai del carburante inquinato nella nostra macchina?”, probabilmente risponderemmo di no anche se questo è ciò che più o meno consapevolmente facciamo ogni giorno con il nostro organismo.

Ovviamente tutto questo non dipende solo dalle nostre scelte individuali ma anche dalla massiccia industrializzazione della produzione alimentare e dal consolidarsi di abitudini di vita sempre più sbagliate e dannose.

Tutto questo è esattamente quello che ci sta accadendo: quella che dovrebbe essere la nostra “medicina” quotidiana è, oggi, la causa primaria delle nostre sofferenze e malattie.

E quello che spesso non viene detto o che viene tralasciato è che queste malattie sarebbero fattivamente prevenibili e che molte di esse sono connesse in qualche modo con il nostro stile di vita e soprattutto con la nostra alimentazione.

Pertanto è importante, per ognuno di noi, comprendere e conoscere i segreti dei benefici che una corretta alimentazione possiede per farci vivere sani e più a lungo.

A cura della Dott.ssa Giuseppina Cotrino – Biologo Nutrizionista

STUDIO DI DIETOLOGIA E NUTRIZIONE UMANA
Dott.ssa Giuseppina Cotrino
Biologo Nutrizionista
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SCORRANO
Cell. 348/3398077
e-mail: dott.ssacotrino@libero.it

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012

A SAN CASSIANO DI LECCE

Se vuoi essere libero di proporre, realizzare e cambiare

vota la lista n.2 con Ferdinando Scavran sindaco

         di Egidio Rossi

                       Il 6 e il 7 di maggio milioni di italiani sono chiamati ad eleggere i sindaci (in scadenza) in 1012 comuni sparsi su tutto il territorio nazionale. Sarà una tornata elettorale importante per vedere quanti saranno i non votanti (i delusi della politica) e come voteranno gli altri nel giudicare la situazione italiana e di riflesso i problemi vissuti nei comuni di loro residenza.

            Per quanto mi riguarda prenderò a campione un piccolo comune del Salento leccese e riparlerò – dopo tanto tempo – di San Cassiano, dove vivo da nove anni in «buen ritiro» da pensionato.

            2110 sono gli abitanti, di cui 1925 gli aventi diritto al voto: una piazza centrale con la chiesa e il nuovo palazzo comunale, ospitato in un’antica e nobile masseria ristrutturata, cinque parrucchieri tra uomo e donna, tre bar, un fruttarolo, una macelleria, due alimentari, un supermercato in condominio con l’attaccato comune di Botrugno, un fioraio con servizio di pompe funebri, una merceria, un ristorante, altre due pizzerie, una panetteria, uno di articoli per computer e tv, un tabacchino, l’ufficio postale, tre frantoi da olio di oliva, un’industria dolciaria fiore all’occhiello del paese, altra industria che surgela e inscatola verdure, tre ditte di cornicerie, due falegnamerie, una torneria, un taglialegna da ardere, uno di fotografia, un biciclettaio, presto uno per moto, due autocarrozzerie, un distributore di carburanti, un gommista, un centro revisione autoveicoli, un call center, un campo sportivo e due campetti di calcetto, due palestre private, una scuola di danza, un laboratorio per la lavorazione del latte e derivati, due filodrammatiche di cui una dialettale e l’altra classica-moderna con inserimenti di danza e musica. Risiedono in paese oltre una trentina di dipendenti del Ministero della Difesa, altrettanti statali impiegati a Lecce, Bari e in varie parti di Italia. Elevata la presenza di studenti universitari che vivono fuori e giovani laureati, tra cui diversi disoccupati perché non hanno trovato le raccomandazioni giuste. Alcuni di questi sono finiti all’estero con borse di studio. Numerosi i pensionati, buona parte addetti alla cura dei propri orti e giardini perché i figli sono affaccendati in altre attività e dal lavoro della terra ci si stacca ben volentieri. C’è poi un fiorente artigianato: elettricisti, idraulici, muratori, piastrellisti, artisti della pietra leccese, imbianchini, addetti alla sanità, pochi i braccianti agricoli. Chiudiamo con 8-9 studi tra ingegneri, geometri, avvocati e commercialisti, un giornalista locale ed io.

            Dopo questo lungo elenco, mi scuso con gli eventuali esclusi. Fatta la fotografia esterna di San Cassiano, passiamo ad altro: a come si vive, il rapporto con la politica, la cultura, l’emancipazione della gente, la felicità o l’infelicità raggiunte nel corso della vita. Sarà un passaggio rapido, a volo d’uccello.

            Nel 2012 la tradizione vuole ancora che a far la politica più che l’ideologia siano le famiglie, quelle che più contano e che possono condizionare la volontà della gente. Non è giusto, ma è ancora così. Questa è la mentalità di base che influenza tutto il resto e alla quale piegano la testa la stragrande maggioranza della gente con ricadute negative in tutti i settori. Se manca la libertà individuale, di giudizio, la crescita interiore e sociale è zero. Si è felici di questa condizione? Non lo credo, perché gli «ossequianti» riconoscono il loro stato di subordinazione, ne soffrono, ma hanno paura a ribellarsi. «E se poi avessi bisogno di una raccomandazione per me o per i miei figli, come faccio?», è la domanda che si fanno e che li lega alla schiavitù di questa cultura: ossequio ai più forti, ai più ricchi, ai «soliti manovratori». Così va il mondo da queste parti, e cambiarlo non è facile.

            C’è poi un’altra evidente caratteristica negativa: fottere lo Stato, ma lo Stato siamo tutti noi, perciò si tratta di fotterci tra di noi. È questo un esercizio saggio? In ultima analisi, è proprio conveniente? In particolar modo, come in tutto il Meridione d’Italia, c’è anche qui il culto di un Santo protettore a cui i fedeli sono molto riconoscenti ed è San “NERO”: molto lavoro in nero e nero seppia su molti pagamenti, fatture e tutto il resto. Meno fortunati, invece, coloro che le tasse le pagano alla fonte: i dipendenti statali, quelli a reddito fisso, i pensionati, i dipendenti privati quando le aziende pagano i contributi al 100%. Occorrerebbe una maggiore educazione civica e coscienza fiscale. Insomma una onestà vera e non a parole. Oltretutto pagando tutti, tutti pagherebbero molto meno, compreso gli evasori.

            Comunque, al di là di ogni considerazione, giudico San Cassiano un’isola felice perché, come avrete notato dal lungo elenco precedente, le occasioni di lavoro in questo paese non mancano, e la gente è laboriosa e nessuno bivacca per strada o locali. Li salva anche quella giusta dose di egoismo che li porta a mettere i problemi degli altri da una parte e a vivere esclusivamente la preoccupazione degli affari loro. Sarà anche giusto?! Per gli altri, c’è la misericordia del buon Dio! Se uno ci crede! Concludiamo il nostro film con la palpitante cronaca del momento elettorale.

            Con l’amministrazione comunale come siam messi?

            Bene e male! Bene, perché il sindaco e la giunta, nei limiti del possibile, funzionano, si sente che ci sono.

            Male, perché da un secolo ci sono sempre loro: prima la Dicci, poi i suoi discendenti con i «figli» del Berlusca, gli ex AN, la destra conservatrice.

            In una comunità che si rispetti, l’alternanza politico-amministrativa è sintomo di maturità culturale ed etica e non «scuola di assuefazione», alla tradizione, al governo dei forti, dei ricchi e dei soliti noti. Una cultura questa che porta a ripiegarsi su sé stessi, a non aprirsi al nuovo, al resto del mondo, a non confrontarsi con le idee di coloro che vengono da fuori…, in pratica un peccato di ghettizzazione, un fare clan che prelude a venature inconsce di isolazionismo e razzismo.

            L’alternanza è poi una garanzia contro incrostazioni, pecche o lobbie che sono mali consequenziali quando i responsabili del governo dell’amministrazione pubblica durano troppo a lungo.

            Per fortuna esistono in paese altri gruppi di persone con idee totalmente diverse, ma altrettanto giuste, per noi ancora più giuste e democratiche, e vorrebbero dimostrare quanto valgono e quello che sanno fare. Ecco perché sentono nel profondo la volontà di concorrere al governo del loro comune.

            Io sono con questa gente e spero che in nostra compagnia ci sia la maggioranza dei nostri concittadini. Questa volta – miei cari – abbiamo una occasione più favorevole delle altre che ci è offerta dalla partecipazione del nostro candidato sindaco Ferdinando Scavran, persona veramente degna di rappresentarci per tante qualità esercitate nella sua vita passata e recente sia come sindacalista, dirigente nazionale, quanto come funzionario dello Stato. È uomo di cultura: laureato in sociologia all’Università degli Studi di Salerno, facoltà di “Lettere e Filosofia” ed è esperto e appassionato delle tematiche storico-archeologiche-religiose della Grecia che visita frequentemente. Di recente, nella sede del 32° Gruppo Radar dell’Aeronautica Militare Italiana di Otranto, ha presentato il suo secondo romanzo “Ascolta le Ninfe”. In seconda battuta, la presentazione di questo libro avverrà in una delle sale delle Dolci Fantasie di San Cassiano, lunedì 30 aprile alle 18,30. Cultura, sempre cultura, la qualcosa è una variabile di notevole pregio nella caratura del personaggio. Ebbene, questo nostro candidato nella lista n.2 del centrosinistra ha saputo intercettare le ansie, i desideri e i problemi della gente, rivendicandoli nel programma che ci ha illustrato alla presenza degli altri candidati consiglieri, tutti scelti ad hoc e qualificati per l’incarico a cui potrebbero essere chiamati.

            Ce lo siamo meritato il nostro candidato sindaco Ferdinando Scavran che ci ha presentato nel corso di un’affollata ed entusiastica assemblea cittadina il suo programma elettorale che va a colmare le lacune dell’amministrazione comunale uscente. Con lui, finalmente, abbiamo una possibilità concreta per vincere una sfida che faccia giustizia di tante nostre storiche delusioni, di tanti falsi profeti del passato.

            Impegnamoci per Ferdinando Scavran! Con tutte le nostre forze affinché l’ora del riscatto ci ripaghi dell’amaro di tanti decenni di sconfitte, sempre onorevoli. Sfruttiamola, dunque, questa occasione d’oro, da cogliere al volo.

            Non sarà facile, lo so. La volontà, però, fa miracoli…!

BELLA CIAO, BELLA CIAO, BELLA CIAO

VIVA IL 25 APRILE 2012

 

IN MIGLIAIA DI PIAZZE DI TUTTA ITALIA E’ STATA CELEBRATA LA RICORRENZA DEL 25 APRILE 1945, FESTA DELLA LIBERAZIONE NAZIONALE DALLA DITTATURA NAZIFASCISTA.

SONO GIA’ PASSATI 67 ANNI DA QUANDO LA RESISTENZA RESTITUI’ UN’ITALIA LIBERA DI DECIDERE DEL PROPRIO FUTURO. I PADRI DELLA PATRIA CI LASCIARONO IN CUSTODIA LA COSTITUZIONE E NOI, CHE AVEVAMO COMBATTUTO PER QUELLA, C’IMPEGNAMMO DI FARLA RISPETTARE. OGGI, NELLA MEMORIA DEI NUMEROSI COMBATTENTI DELLA RESISTENZA CADUTI PER L’ONORE ITALIANO E DI NOI SOPRAVVISSUTI, DICHIARIAMO DI ESSERE DELUSI DA QUESTI ULTIMI TRENTA ANNI DI STORIA ITALIANA. DELUSI, MA NON RASSEGNATI. FACCIAMO APPELLO AI GIOVANI DI OGGI, ALLE LORO IDEE DI GIUSTIZIA E LIBERTA’ PERCHE’ ASSOLVANO IL COMPITO DI FARLA RISPETTARE, LA COSTITUZIONE. E’ NEL LORO INTERESSE E’ LA LORO SPERANZA DI UN FUTURO MIGLIORE.

l’arruffapopolo

                                                                                                                      di Egidio Rossi

          BEPPE GRILLO E I SUOI CANDIDATI SINDACI CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. Saranno più di mille liste civiche sparse un po’ dovunque con predominanza al Nord dove probabilmente assesteranno una bella legnata al movimento leghista distrutto dalla famiglia Bossi e dai componenti del cerchio magico (i fidati del boss). I grillini, spronati dal loro padre spirituale, partono in quarta, allo sbaraglio, attaccando e criticando centro-destra-sinistra-centrosinistra, insomma, di tutt’erba un fascio.

            Si salvi chi può: tra o giovani del nord, li danno al 15%. Io credo, molto meno. E se su certe questioni sono d’accordo, su molte altre ci vedo molto fumo e poco arrosto. Staremo a vedere come se la caveranno alle prossime amministrative. Beppe Grillo con il suo parlar <<colorito>> ci ricorda un altro maleducato: Umberto Bossi, che si è visto come è finito….

            BATTI UN COLPO E CASINI CON ALFANO RISPONDONO. Sembrano essere vivi entrambi tanto da avanzare promesse scintillanti, avvenimenti politici sconvolgenti, sorprese inebrianti. Ci credete voi? Io, no! Da certi personaggi le sorprese che ci possono venire sono spesso deludenti: un rimasticare di cose passate, antiche come il cucco. Al massimo si prefigurano grosse manovre al centro: un tentativo di ricostituire la Dc dove si dovrebbero convogliare frange della destra conservatrice e liberale, populisti dell’ultima ora, socialisti al profumo di rosa e chissà cos’altro. Magari nel mazzo ci sarà posto anche per qualche ministro tecnico del governo Monti e alcuni noti imprenditori che si vorrebbero prestare alla politica per far meglio i propri affari, visto i precedenti del noto Silvio Berlusconi.

            Si annuncerebbe così un’Italia da prima linea che si fa l’altra in un unico boccone, sempre che quest’ultima decida di farsi sbranare, e non voglio crederci.

            POLITICA-ANTIPOLITICA E I LESTOFANTI. La medaglia e il suo rovescio: finì male la “Prima Repubblica”, finisce peggio la “SECONDA”.

            Il ventennio regime del piduista, affarista, amorale, plurindagato Silvio Berlusconi, amico dei peggiori delinquenti nazionali ed internazionali, ha distrutto definitivamente il nostro Paese minando le basi della Democrazia (con le leggi “ad personam” che si è fatto approvare dai “suoi” e con il concorso determinante di Bossi e di tutti i leghisti) e quelle dell’economia portandoci dritti dritti verso il fallimento dello Stato, nascondendoci negli ultimi tre anni la gravità della crisi senza saper ricorrere al benché minimo riparo. Per non parlare poi della corruzione privilegiata a tutti i livelli, ai clamorosi furti di Stato, alle truffe e tangenti dilapidando miliardi e miliardi di euro venuti meno al finanziamento della scuola, ricerca, sanità, oneri sociali e quant’altro. È chiaro che i milioni di giovani disoccupati, i milioni di lavoratori che hanno perso il lavoro e che andranno a perderlo nei prossimi mesi, privi di un futuro certo, sono tutti esageratamente incazzati con i lestofanti della politica.

            Io sono con loro, con gli arrabbiati. Non sanno più a chi votarsi. Anche Bersani tentenna e posizioni chiare non si hanno nemmeno da Vendola e Di Pietro. Un centrosinistra indubbiamente più sano degli altri settori della politica, ma non troppo unito sulle strategie da perseguire. Un vero peccato, perché gli elettori, milioni e milioni di loro, aspettano che giungano idee di rinnovamento generale, che si cerchi di cambiare la società in cui si vive per renderla più giusta, adeguata alle necessità della maggior parte degli italiani.

            È indispensabile un Paese più equo, garante del rispetto delle leggi, quindi più onesto e civile e che sappia ingaggiare concrete ostilità contro la malavita organizzata e gli evasori fiscali.

            GOVENTU’ ALLO SBANDO. In un Paese dove le certezze non esistono, specialmente per i giovani, non meravigliamoci dei loro comportamenti a rischio. Già vivendo in famiglia si cresce spesso in un ambiente dal clima contaminato da conflitti ed incomprensioni; la scuola e la società ne completano l’opera in negativo. Aspirazioni e realtà sono in continua contraddizione tanto da disorientare anche i caratteri più forti e decisi. Il passaggio tra l’adolescenza e la maturità non ha un suo corso naturale, normale, non esiste più la possibilità che la propria volontà orienti le scelte di vita svincolate da qualsiasi condizionamento. Emanciparsi dalla condizione adolescenziale è problematico non poco, e quando finisci per scoprire che la vita t’impone continui compromessi è la delusione tout-court.

            Le delusioni demoralizzano, creano zone grigie, se poi a tutto questo si aggiunge la paura del futuro, l’impossibilità di ottenere un lavoro e di farsi una famiglia si finisce per favorire una serie di comportamenti a rischio che spingono alla solitudine, alla sfiducia in sè stessi, all’uso della droga, alla ricerca di anestetici innaturali contro il raccapriccio delle rinunce più semplici ed umane.

            È una gioventù sfigata non per loro colpa ma dei «grandi», della società e, soprattutto, della politica che non ha saputo risolvere i loro problemi, nemmeno in parte, lasciandoli soli nella loro pericolosa ed assoluta impotenza di fronte al futuro e alla vita che avanza.

            Giovani, io vi incito alla resistenza, a ritrovarvi uniti su poche cose, ma importanti, e lottare sempre per ottenerle, senza rassegnarsi. Se farete così, vincerete e sarete padroni dei vostri destini.

            Pochi…o molti di noi, lo fecero a suo tempo, e non ce ne pentiamo!

La primavera è la stagione ideale per iniziare una “dieta”

Le giornate più lunghe e il maggior numero di ore di sole risvegliano il nostro corpo e la nostra mente rendendoci più recettivi agli stimoli e di conseguenza più carichi di energie. Tutto ciò rende questo periodo il migliore per iniziare a prendersi un po’ più di cura oltre che del nostro aspetto fisico anche e soprattutto della nostra salute.

Il miglior modo per farlo è quello di iniziare a prestare particolare attenzione alla nostra alimentazione in modo da renderla più sana e corretta rispetto a quella della stagione invernale.

L’apprestarsi della calda stagione ci porta ad aver bisogno non solo di un minor numero di calorie ma, sicuramente, anche di un contributo maggiore di vitamine, minerali e acqua in modo che il nostro organismo si prepari in maniera ottimale all’estate. Per cui è molto importante aumentare il consumo di frutta e verdura, alimenti che dovrebbero far parte costantemente della nostra alimentazione poiché non solo rinomati per il loro potere disintossicante ma anche per la loro attività protettiva nei confronti di numerose malattie.

Se si vuole perdere qualche chilo di troppo, accumulato durante la stagione invernale, è fondamentale non saltare assolutamente nessun pasto bensì sarebbe corretto mangiare più spesso e nella giusta quantità (5 volte al dì). Fare un’abbondante colazione, due equilibrati spuntini (uno a metà mattina e uno nel pomeriggio), un discreto pranzo e un’adeguata cena, è una buona abitudine per bruciare molto più velocemente le calorie ed evitare i classici picchi di fame che possono portare a mangiare più del necessario.

Globalmente, la giornata alimentare va bilanciata non escludendo nessun gruppo alimentare: carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali, poiché ognuno di questi ha un’importante nonché specifica funzione per garantire un buono stato di salute per il nostro organismo.

 A cura della Dott.ssa Giuseppina Cotrino – Biologo Nutrizionista

STUDIO DI DIETOLOGIA E NUTRIZIONE UMANA
Dott.ssa Giuseppina Cotrino
Biologo Nutrizionista
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